Skip to content
Portfolio
Portfolio

  • Home
  • Se la solitudine avesse un nome
  • Troppo esplicita o semplicemente onesta?
  • Il cinema come espressione della nostra identità.
  • R.I.P. Schopenhauer
  • People make mistakes…
  • “Is it better to speak, or to die?”
  • Mamma, Papà forse parto…non so se torno.
  • Dio ci perdonerà per esserci amati così tanto?
  • Dedicato a chi è morto di memoria.
  • “Welcome to the final show, hope you’re wearing your best clothes.”
  • «Di qualunque cosa siano fatte le nostre anime, la mia e la tua sono uguali»
  • “We should call these the happy years…”
Portfolio

«Di qualunque cosa siano fatte le nostre anime, la mia e la tua sono uguali»

Letizia Di Domizio, Maggio 8, 2026Maggio 8, 2026

Questa è una delle frasi più famose di Emily J. Brontë, questa citazione doveva essere la base e l’intero essere del film.
L’idea era quella di voler essere totalmente travolta dall’ossessione e dalla tossicità di questi due amanti: due anime incollate, che qualora si fossero separate, avrebbero sanguinato.
Cathy, interpretata da Margot Robbie, e Heathcliff, interpretato da Jacob Elordi, dovevano rappresentare tutta questa tempesta, ma ci sono effettivamente riusciti o erano solo tuoni senza pioggia?
Ho faticato a percepire questo grande legame di cui tanto si è parlato tra i due personaggi e tra i due attori stessi. Li ho sentiti distanti, senza una vera e propria chimica, ho percepito la finzione. Penso non c’entri la bravura, ma proprio la connessione.
Strepitosa la fotografia e la scenografia, entrambe fanno quello che i personaggi non riescono a fare: ti portano dentro il film quando tutto il resto ti tiene fuori. I vestiti vanno dallo sfarzo più totale alla completa povertà, e le pareti della stanza di Cathy simulano sia il colore che la morbidezza della sua pelle. Ogni dettaglio visivo racconta quello che i personaggi non riescono a dire.
Orrenda, come dev’essere, la visione e la morte del padre di Cathy.

Basta però tutto questo per compensare la trama?

Due sono le scene che ho trovato veramente belle, di quella bellezza che disarma.
La prima, sicuramente la morte di Cathy, sdraiata sulle lenzuola bianco latte e lei diafana. Un contrasto visivo veramente toccante dovuto alla pozza di sangue che gronda dal letto.
La seconda è la scena in cui Heathcliff, nel tentativo di riprendersi Cathy ormai sposata con Edgar, coinvolge Isabella. Lei acconsente a tutto pur di stargli vicino, è disposta persino a diventare il suo strumento di vendetta. La scena ha una forte componente BDSM, ma purtroppo arriva senza che il film abbia costruito niente prima. Quella dinamica di potere doveva raccontare l’ossessione, invece sembra solo eccesso fine a sé stesso.

Il film avrebbe potuto durare anche un’ora e mezza, ma finisce per risultare più lungo del previsto.

Anche il finale è forse una delle scene più belle, eppure non sono riuscita a sentire il dolore e lo strazio di Heathcliff…lui doveva morire senza la sua metà.
Ho fatto fatica a percepire tutte queste emozioni.

Alla fine, forse, non mi è rimasto molto. Però, io non ho ancora letto il libro…potrei sbagliarmi.

FacebookXPinterest
Cime Tempestose

Navigazione articoli

Previous post
Next post
©2026 Portfolio | WordPress Theme by SuperbThemes

Apri un sito e guadagna con Altervista - Disclaimer - Segnala abuso