Non so se voglio rimanere in questo paese: l’Italia. Il Bel Paese.
Mi sono appena laureato, ma qui non sembra esserci posto per me. Non vedo futuro, non vedo vita.
Tra il 2011 e il 2024 sono espatriati 630mila giovani italiani; considerando anche gli arrivi, il saldo netto è di 441mila persone. Questo fenomeno riguarda circa il 5% dei giovani residenti nel Paese. Nel solo 2024, il numero di chi è partito equivale a circa un quinto delle nuove nascite, in un’Italia sempre più segnata dal calo demografico.
Molti pensano che ce ne andiamo per denaro.
Non capiscono che noi cerchiamo la vita, non i soldi.
Veniamo criticati, molto spesso, da chi è figlio dell’epoca dei “grandi” anni: lavoro stabile, casa, famiglia, prospettive fattibili.
Noi, a trent’anni, forse riusciamo ad andare a vivere da soli, spesso grazie all’aiuto dei nostri genitori. Ed è difficile non sentirlo come un fallimento.
Pensate che sia solo il lavoro il problema? Non riesco nemmeno a immaginare un futuro.
Se avrò dei figli, riuscirò a garantire stabilità alla mia famiglia e il giusto equilibrio?
Lo Stato ci sosterrà o dovrò sacrificare la mia stabilità nella speranza di farcela come padre di famiglia?
Non vado via perchè lo voglia.
Parto perchè restare non è vita…
Vorrei vivere vicino a chi amo. Costruire una vita vicino a chi amo.
Quando ho raccontato all’estero com’è vivere oggi in Italia, molti non ci credevano. “Ma è un Paese bellissimo”, mi hanno detto.
Lo è. Ma a volte non basta.
Abbiamo tanto: arte, cinema, musica, paesaggi, storia. Un patrimonio immenso.
Eppure non riusciamo a trasformalo in niente.
Io, il mio futuro qui, lo volevo davvero. Qui con i miei amici, la mia famiglia, la mia compagna.
Una casa. Dei figli, forse.
Oggi mi sembra già tanto potermi permettere una macchina. Usata.
L’Italia non è un Paese per giovani.
A voi non fa paura? A noi terrorizza.
Ho preso un biglietto aereo.
Di sola andata.
Non so dove andrò, né cosa troverò.
Mamma, papà sarò felice.
Tornerò più spesso di quante crediate.
Starò bene.