C’è una sorta di pace nell’autodistruzione, fisica e mentale.
Fleabag lo sa molto bene. Lei non sa come vivere, eppure continua a provarci. In un mondo pieno di donne di successo, magre, madri, sessualmente e mentalmente stabili, lei è l’opposto. È bugiarda con sé stessa e con noi, scorretta, inopportuna, sessualmente confusa, afflitta e triste.
È lei contro il mondo.
Spoiler: il mondo nemmeno sapeva di essere in guerra.
Una serie che non cerca il consenso, e non lo vuole nemmeno: “If you’ve had an abortion it means the baby didn’t want to be born. It just swam away like a little fish.”
Sesso e sarcasmo sono anestesia pura.
La sessualità è tutto in questa serie. È molto raro che la protagonista provi del piacere fisico, eppure continua a ricercarlo invano. Spezzata dal dolore e dalla solitudine, trova conforto nelle braccia di ragazzi londinesi: non le importa chi siano o cosa facciano. A lei non interessa la verità, e di conseguenza nemmeno a noi deve interessare. La rottura della quarta parete, di fatto, è rappresentativa in questa serie. Non è solo un espediente narrativo: è il suo modo di non sentirsi sola.
“I don’t think you have to be alone to be lonely”
Dialogo iconico è quello tra lei, totalmente menefreghista e non curante della propria salute, e la psicologa:
“I wanna fuck a priest”
“Catholic?”
“yes” […]
“I understand.”
“Do you really want to fuck the priest or do you wanna fuck God?”
“Can you fuck God?”
Alla fine, si innamoreranno: di un amore straziante.
Lui, sceglierà Dio.
“I love you…”
“It’ll pass.”
Non importa come, non importa quanto ci vorrà, non importa con chi; qualsiasi sia la cosa che ti sta uccidendo, passerà e sopravviverai.