Perché dobbiamo per forza aspettarci dal cinema una grande storia e non qualcosa di più vicino alla realtà?
Il mondo dei social è profondamente diviso riguardo alla nuova serie TV uscita su HBO alla fine del 2025: c’è chi la interpreta come una storia d’amore intensa, autentica e senza filtri, e chi invece la riduce a “solo sesso”.
Due giovani giocatori di hockey rivali, costretti a nascondersi lontano dagli sguardi, limitandosi a vivere il momento. Fuori dal campo, una scappatoia da una vita estremamente rigida. Nulla di impegnativo… all’inizio.
L’intimità inizialmente, all’interno di questa serie TV, è molto invadente, è ciò che si nota subito: l’assenza di trama. I due protagonisti, al di fuori del rapporto intimo, non riescono a comunicare: litigi, silenzi imbarazzanti, incomprensioni.
Col passare delle puntate, la sessualità smette di essere il centro: restano solo parole e fragilità.
Quindi, parliamo seriamente solo di superficialità?
Spettro autistico.
Disturbi alimentari.
Coming out.
Depressione.
È ancora “solo sesso”?
Due ragazzi che si desiderano e che si accettano per le loro divergenze. Non hanno programmi per il futuro, sanno di non poterli avere.
Vivono il presente, pur senza conoscere davvero l’altro, fino alle ultime puntate.
Non è un segreto che ‘il sesso vende’: lo confermano anche i protagonisti della serie, che si sono tatuati proprio questo motto, quasi a voler incarnare i loro personaggi anche fuori dallo schermo.
Ma è davvero solo questo?
È la serie il problema? O la nostra chiusura mentale, soprattutto quando la tematica è Queer?